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E adesso la pensione diventa "subprime"

Scritto da Redazione.

ape anticipo pensionistico

 

La demolizione controllata del welfare continua implacabile la sua marcia inesorabile.

Lo scopo? A un osservatore di media avvedutezza non puo’ sfuggire.

Mercificare tutto : uomo compreso.

E sull’ altare delle privatizzazioni selvagge puo’ forse mancare l’ immolazione delle pensioni?

Dopo aver lavorato una vita tra mutuo per la casa, prestito per l’ auto, finanziamento per l’ arredo,

l’ ordito è al termine.

Sovviene un’ efficace espressione che rende bene la situazione attuale:

l’ uomo è ridotto a contenitore di moneta” (Prof G. Auriti.)

Giorno dopo giorno al suon del mantra “non ci sono soldi” qualcosa ci viene sottratto. L’ uomo è svuotato del suo valore di essere umano, sostituito pare, da un salvadanaio.

Quanto sei monetizzabile?

Non basta, nel 2016, lavorare a giornata piena con salari sempre piu’ bassi.

Non è sufficiente pagare imposte sempre piu’ alte.

Nemmeno tange il dramma dei risparmiatori gabbati dalla banca di turno.

Ormai il teatrino è talmente sfacciato da risultare visibile a chiunque.

Le pensioni sono un costo, la sanità è un costo, servono miliardi, bisogna ridurre i salari”.

Ma davvero c’è ancora qualcuno che non ha capito?

La scure “falcidia pensioni” miete sempre piu’ vittime in un crescendo rossiniano.

Diamo una breve occhiata.

Dlgs 47/2000 : un trattamento fiscale privilegiato accompagnerà il “lavoratore uscente”, verso piani pensionistici alternativi, dunque privati.

Riforma Maroni 2004: un super bonus per coloro che ritardano la “pretesa” pensionistica.

Riforma Prodi 2007: innalzamento dell’ età pensionabile.

Lex n 102/2009: giunge a portare l’ età pensionabile che una volta era di 55-57 anni in certi casi, addirittura, fino ai 65 anni.

Veniamo ora all’ ultima novita’ partorita dal governo Renzi per abbattere i costi della pensione (o i pensionati? ndr).

Nasce l’ APE (acronimo di anticipo pensionistico).

Di che si tratta?

Ritieni di aver lavorato a sufficienza e vuoi “colpevolmente” ritirarti in anticipo (dopo il posticipo di cui ai provvedimenti normativi sopra ricordati) ?

Il governo ti fa la gentile concessione di agevolare il tuo “immeritato” riposo ad un patto.

Quale? Semplice.

Basta contrarre l’ ennesimo prestito. E così i nati nei fortunati anni '51 e '53 avranno lo straordinario privilegio di accendere un altro prestito.

Come funzionerà?1

Chi si trova a meno di tre anni dall’ agognata pensione potrà certificare presso l’ Inps i propri requisiti.

L’ istituto si interfaccerà con banche e finanziarie (private ndr), che anticiperanno il capitale.

Il rimborso dovrebbe avvenire in forma rateale, in un termine massimo di anni venti.

A un primo esame le cose stanno all’ incirca cosi’.

Per ogni anno di anticipo rispetto all’ età pensionabile la “cura dimagrante” prevista dall’ assegno pensionistico, si aggirerebbe intorno al 3-4%, da calcolare sulla parte “retributiva”.

Ulteriore taglio potrebbe abbattersi sulla parte “contributiva”.

Per cui, da una parte un assegno pensionistico piu’ “leggero”, dall’ altra il peso della rata da rimborsare con gli interessi all’ istituto finanziario.

Naturalmente si chiama previdenza non per nulla.

Il prestito dovrebbe infatti richiedere anche una quota di assicurazione obbligatoria in caso di premorienza.

Non è finita qui.

Pare che lo strumento del prestito verra’ integrato con RITA, ossia la “rendita integrativa temporanea anticipata”.

Si tratta ancora di un “disegno” di legge, per cui quanto esposto non è definitivo e suscettibile di aggiustamenti e modifiche.

Cio’ che appare tragicamente chiaro è l’ abdicazione graduale ed inarrestabile della funzione previdenziale , che uno Stato mai dovrebbe far mancare ai propri cittadini.

In tutto questo “bailamme” stupisce l’ assordante silenzio in cui è piombato il sindacato di categoria. Esso è il grande assente che assiste immobile allo smantellamento di ogni conquista sociale, ogni diritto, ogni certezza.

La domanda pertanto sorge spontanea: la pensione sarà sufficiente per mettere insieme pranzo e cena?

Com’ è possibile che nonostante i sempre maggiori sacrifici richiesti al popolo il governo non sia in grado di assicurare benessere ai propri cittadini che giungono al termine della loro esperienza lavorativa?

Come mai lo Stato non è in grado di svolgere le funzioni sociali per cui è nato?

Perché ci si muove sempre nell’ ottica di favorire banche e finanze massacrando i propri cittadini?

Esiste una soluzione?

L’ unica salvezza possibile per i cittadini e le proprie famiglie è una sola: dare la sovranità al popolo come previsto dall’ art 1 della Costituzione

Sovranità effettiva, totale ed integrale, in poche parole : “proprietà popolare della moneta”.

Non moneta “sovrana” ma sovranità dei cittadini sulla moneta, proprietari di essa.

Se la classe politica continuerà a nascondere la testa sotto la sabbia ,continuando a NON affrontare il problema, essa sara’ responsabile del sacrificio umano del suo popolo.

Lo abbiamo detto altre volte: la questione non è piu’ rimandabile e la politica deve risponderci.

In caso contrario dovremo credere che a pensare male si fa peccato ma ci si becca sempre.

A forza di aumentare l’ età pensionabile è legittimo ritenere che qualcuno auspichi il trapasso dei lavoratori direttamente sulla catena di montaggio.

Aspettiamoci dunque a breve il business del funerale low cost il tutto offerto dalla finanziaria in auge da restituire, a cura degli eredi, in comode rate con qualche interesse. Intanto, qualche agenzia funebre si è già attivata con questo tipo di soluzione.

 

21.06.2016

Per Scuola Studi Giuridi e Monetari “Giancinto Auriti”

Dott.ssa Sara Lapico