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Come le S.p.a. espropriano gli azionisti

Scritto da Redazione.

Espropriazione azioni


Nel diritto, come nella medicina, esistono delle forme patologiche che rivelano una malattia mentale della collettività perchè sono il risultato di una profonda deformazione dei giudizi di valore.

Ad esempio, l'uomo della strada pensa che il titolo azionario sia una quota di capitale sociale.

Niente di più falso.

Al momento del conferimento del capitale la proprietà passa dal socio alla Società, concepita come una specie di fantasma che la legge definisce persona giuridica e che è un'entità complementare diversa dai soci. Si tratta infatti di una personificazione senza contenuto umano.

Quindi, in cambio del suo conferimento il socio acquista un titolo di credito nei confronti di questo fantasma e questo fantasma diventa debitore del socio per il capitale che gli è stato conferito. Tanto è vero che viene riportato al passivo del suo bilancio.

Come è noto si parla normalmente di due valori dei titoli azionari, il valore nominale ( di emissione ) e il valore di borsa ( quotazione )

Il titolo azionario assume così le caratteristiche di un vero e proprio mostro giuridico. Infatti i crediti si dividono in due categorie: crediti da obbligazione e crediti di restituzione. Nel primo caso ( quando si presta denaro ) la proprietà dell'oggetto prestato passa dalla parte del debitore mentre nel secondo caso ( quando si deposita denaro ) la proprietà dell'oggetto resta del creditore, il debitore ne ha solo la disponibilità.

Nella società anonima ( o per azioni ) la proprietà del capitale passa al fantasma debitore.

Il titolo azionario dovrebbe, quindi, essere inquadrato nella medesima categoria dei titoli obbligazionari ( paragonabili a cambiali ). Ma ciò non è possibile perchè l'obbligazione ha la certezza dell'ammontare del credito e della scadenza. Invece, il titolo azionario può aumentare o diminuire di valore a seconda delle quotazioni di Borsa le quali non dipendono dalla valutazione obiettiva del patrimonio conferito ma dalla convezione dei prezzi offerti ed accettati in borsa che sono, notoriamente, manovrati dai più scaltri speculatori.

Per cui si può dire che il patrimonio conferito nella società, dal momento in cui è incapsulato nel fantasma, acquista mostruosamente due valori. Un valore interno, patrimoniale, che è reale ma viene definito “nominale”, ed un valore esterno, di borsa, o convenzionale, che viene accettato come reale perchè esprime il prezzo del giorno. Questo sdoppiamento è dovuto al fatto che si commercializza il simbolo in sostituzione dell'oggetto.

Si realizza una duplicazione speculare dei valori in cui si distaccano i valori convenzionali da quelli reali.

Il valore interno entra, di fatto, nella disponibilità di chi lo amministra, che ha nei suoi confronti tutti i poteri che sono prerogative del proprietario. Il valore esterno ( la quotazione ) entra , invece, nella disponibilità di chi manovra al rialzo o al ribasso le quotazioni di borsa perchè attraverso le oscillazioni manovrate si appropria gradualmente delle differenze di prezzo.

Per poter manovrare i prezzi di borsa basta una disponibilità illimitata di mezzi finanziari.

Cioè è necessaria la Sovranità Monetaria.

E' quindi chiaro che non si può capire cosa sia la società per azioni se non si capisce cos'è la borsa e non si capisce cos'è la borsa se non si capisce che cos'è la banca.

Chi dispone, infatti, della sovranità monetaria detta e impone le regole del gioco ed è capace di prevedere gli orientamenti delle quotazioni perchè è lui stesso a causarli.

Con questa tecnica si spoglia l'azionista in due tempi: prima perchè gli si toglie la proprietà attribuita all'atto del conferimento al fantasma giuridico della società e ,dopo, attraverso le oscillazioni manovrate

in borsa lo si spoglia anche del valore creditizio del titolo. L'azionista ,dopo essere stato spogliato della proprietà del capitale, abbandona definitivamente il proprio patrimonio nelle mani del sistema bancario.

Per capire questo meccanismo fa testo, ormai, in Italia, il macroscopico esempio della di quella che fu la Edison.

La Edison era titolare di uncapitale reale di poche decine di miliardi di lire perchè esso consisteva in concessioni idriche demaniali che erano di proprietà dello Stato le quali, al momento della nazionalizzazione, erano prossime alla scadenza.

In quel momento storico le concessioni ed i relativi impianti dovevano passare gratuitamente allo Stato , ope legis.

Ed invece cosa successe ? Per farsi pagare i patrimoni prossimi alla espropriazione e a valori fantasmagorici, si è congiurato con i banchieri, con gli amministratori delle società elettriche e con uomini politici per prendere come parametro di riferimento, per le stime dei prezzi di esproprio, le valutazioni di Borsa della Edison e non i valori patrimoniali residui ed ammortizzati.

Successivamente,le banche, con generosissime aperture di credito ,fatte a delle teste di legno sapientemente manovrate, hanno alimentato il boom dei prezzi della Edison accordandosi coi gruppi politici per realizzare l'esproprio ai massimi dei valori di quotazione mai raggiunti in tutta la storia della Borsa Italiana.

Mentre i politici recitavano ciascuno secondo il proprio copione la loro parte ,guidati da uomini di sinistra che osannavano alla lotta per la nazionalizzazione contro gli interessi del capitale privato, la manovra si concluse con questo risultato:

1)Far acquistare allo Stato un patrimonio in parte già suo, trattandosi di concessioni di beni demaniali prossime alla scadenza;

2)Far pagare allo Stato , cioè a tutti i cittadini, cinquemila miliardi per un capitale della Edison che come stime reali valeva solo qualche centinaio di miliardi

3) Far precipitare la borsa subito dopo la nazionalizzazione con una manovra al ribasso facendo cadere le quotazioni dai massimi ai minimi sicchè lo Stato, cio noi, siamo stati spogliati dei cinquemila miliardi indebitamente pagati e dei quattromilacinquecento miliardi persi dagli azionisti nel crollo delle quotazioni.

Nel mentre i partiti lucravano su questa operazione qualche decina di miliardi, il sistema bancario assumeva il controllo di tutto il settore petrolchimico.

La riprova di questo è il fatto che la Montecatini è stata immediatamente fagocitata dalla Edison perchè nessuna banca volle concederle un prestito di quattrocento miliardi di lire mentre enormi depositi bancari erano sottratti al mercato per la revoca creditizia

Per difenderci da questi strozzini bisogna esorcizzare questi fantasmi giuridici cancellandoli dal nostro ordinamento.

Ogni ragionamento politico è produttivo di conseguenze sociali quando si conclude con una proposta di legge. Solo la legge consente di creare lo strumento pratico per moralizzare in profondità il corpo sociale.

Bisogna approvare solo una brevissima norma la quale deve qualificare il titolo azionariocome un titolo rappresentativo di una quota di proprietà dei capitali sociali. Solo così può essere spezzata la duplicazione artificiosa dei valori, reali e convenzionali, che sono il terreno di cultura dei parassitismi bancari.

Solo con questa riforma, vincolando il valore del titolo alla consistenza del capitale sociale, sarà possibile ancorarne le quotazioni ai prezzi reali di mercato, sottraendo i soci dal rischio delle arbitrarie oscillazioni della borsa manipolate dagli speculatori asserviti al sistema bancario, universitario, politico,giurisprudenziale, informativo, che oggi impera con insindacabile arbitrio in spregio dei più elementari princìpi etici e razionali.

Giacinto Auriti – L'ORDINAMENTO INTERNAZIONALE DEL SISTEMA MONETARIO (ed. Solfanelli )

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