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Liquidità ed emigrazione, come l'acqua per i pesci

Scritto da Redazione.

pesci siccita

 

COME L’ACQUA PER I PESCI

Il vertice bancario mondiale tratta da sempre l’umanità come fosse bestiame

Ne volete una prova?

Le élites mondiali sanno perfettamente che il denaro è come l’acqua per i pesci. In tempi di siccità che fanno i pesci? Abbandonano le zone aride e vanno alla ricerca delle zone d’acquai. Su questa regola i banchieri dell’Ottocento hanno spostato milioni di uomini dall’Europa all’America del Nord, creando rarità monetaria nel nostro continente e abbondanza di denaro oltreoceano. È ovvio che in un primo momento occorre offrire ospitalità alle persone in difficoltà, ma poi bisogna interrogarsi su come agire per ridare dignità alle genti di ogni parte del mondo.

Come fare dunque? Noi lo abbiamo detto: rendere ogni popolo proprietario della sua moneta.

Chi crea i valori sono i cittadini. Chi se ne appropria sono i vertici bancari.

Come si è resa possibile un’ingiustizia tanto evidente da passare inosservata?

Attraverso l’arma culturale. Deformando i giudizi di valore si è ammalata la società, la quale non è più in grado di capire chi è il debitore e chi il creditore. Con la fine degli accordi di Bretton Woods il 15 Agosto 1971 è venuta meno la riserva d’oro e allora abbiamo capito: se fosse stato vero che il dollaro aveva valore in quanto coperto dall’oro, il suo valore avrebbe dovuto azzerarsi, ma così non è statoii.

Questo perché la moneta non è merce ma è convenzioneiii. Essa nasce perché il popolo la accetta.

Metti Draghi a stampare su un’isola deserta e vedi se nasce il valore della banconota: non nasce perché non c’è chi l’accetta, non c'è la collettività.

Vogliamo qui ricordare queste famose frasi:

dove vedo un uomo vedo valore” Ferdinando Galiani, abate e studioso di economia del Settecento, autore del testo “Della Moneta”,

Esiste qualcosa che è dovuto all’uomo in quanto uomo” Enciclica Centesimus Annus,

Non esisterebbe ricchezza in un mondo di morti” Giacinto Auriti.

È una stortura mentale credere che la moneta o le tasse o qualsiasi altro bene materiale venga prima dell’uomo. L’uomo ha delle necessità, dei desideri che poi realizza tramutando la propria idea in oggetti, beni, servizi utili. È anzitutto l’attività mentale umana di previsione che permette di realizzare le cose di cui ci serviamo.

E’ di tutta evidenza che bisogna partire dall’uomo. Ove non si accettasse questo elementare quanto evidente principio si relegherebbe l’uomo al pari o al di sotto di un oggetto ed è proprio così, che veniamo trattati dai vertici i quali spostano masse enormi di uomini come fossero bestiame.

Com’è possibile tutto questo? Semplice: si sono spogliati i cittadini, veri proprietari, dei valori e del valore e di conseguenza del mezzo per misurarlo, in favore di poche famiglie che, attraverso il monopolio della moneta, da loro concepita come merce tra le merci, si arrogano il diritto di creare scarsità o abbondanza di moneta a loro piacimento. In tal modo hanno usurpato il diritto di decidere come veri e propri sovrani le sorti di un paese e determinare se un popolo debba essere benestante, oppure povero.

Non ci stanchiamo di chiedere agli esponenti politici di prendere posizione su questo tema. Non possiamo più tollerare ulteriori prepotenze. La moneta insieme al valore che racchiude deve nascere di proprietà dei cittadiniiv.

Finché non verrà reso questo servizio all’umanità dichiarando finalmente ogni popolo proprietario della sua moneta, le genti di ogni parte del mondo continueranno ad essere spogliate di quanto spetta loro di diritto, alimentando disperazione, miseria, morte.

Ci auguriamo che continuando a diffondere queste idee, rinnovando l’istanza di “proprietà popolare della moneta” i popoli possano ritrovare la speranza.

Il 12.11.2016

Per Scuola di Studi Giuridici Monetari

Dott.ssa Sara Lapico

note

ii L’ordinamento internazionale del sistema monetario, Giacinto Auriti, Solfanelli.

iii Il valore del diritto, Giacinto Auriti, Solfanelli.

iv Proprietà di popolo, Giacinto Auriti, Ed Solfanelli.